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Liturgia del giorno 24 Maggio: Giovedì della VIIa settimana di Pasqua

Articoli

La civiltà dell'Amore

Carissimi amici,

Gesù ci invita, in forza del nostro battesimo, a diventare protagonisti nella costruzione di una vera CIVILTA' DELL'AMORE.

La civiltà dell'amore è una realtà da edificare, un concreto progetto di vita personale e sociale che tocca tutte le dimensioni della nostra esistenza: la dignità della persona umana, i suoi diritti inalienabili – primo fra tutti il diritto alla vita –, il matrimonio e la famiglia, il lavoro, la piaga della povertà, e perfino la globalizzazione, l'impresa, la finanza.
fondo1102L'impegno a costruire la civiltà dell'amore, ci introduce nel cuore stesso del nostro essere cristiani, interpella la nostra coscienza, ci provoca a fare una seria revisione di vita, ci obbliga ad abbandonare la comoda nicchia di un cristianesimo tranquillo e soddisfatto di sé per scendere in campo e operare scelte concrete.

La civiltà dell'amore è indissolubilmente legata alla cultura della vita.
E qui una grande responsabilità pesa sui cattolici impegnati in politica che si dicono contrari all'aborto, ma non riescono a manifestare apertamente le loro convinzioni laddove l'insegnamento della Chiesa afferma che «la missione dei cattolici è quella di lavorare per la conversione della cultura».

Se vogliamo davvero costruire un mondo migliore
(una famiglia, una parrocchia, un quartiere, una scuola ... migliori!) dobbiamo rimboccarci le maniche e incominciare a dare una mano. Se nel battesimo siamo diventati membri del Corpo di Cristo, e se Cristo in questo mondo non ha mani se non le nostre, come possiamo tenere le nostre mani in tasca?

Così Benedetto XVI I' 8 dicembre 2009 in piazza di Spagna, nella tradizionale cerimonia per la festa dell'Immacolata: «Voglio rendere omaggio pubblicamente a tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti,
si sforzano di praticare la legge evangelica dell'amore, che manda avanti il mondo. Sono tanti [...] e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società». 

Uniamo dunque le nostre forze per compiere il bene, costruire la civiltà dell'amore e un mondo migliore.

 don Angelo


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